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Gaeta

Affittare una villa sotto il sole toscano si è trasformato in un grande business per questo sinuoso paese del nord Italia. Tanto grande che la famiglia dell’appartamento accanto potrebbe essere di Londra, Monaco o Tokyo oppure aver vissuto sulle colline umbre per generazioni.

Per chi preferisce un’Italia un po’ più italiana, il sud dello stivale riserva immensi tesori, pochi dei quali sono già stati scoperti e invasi dai turisti.

Una di queste meraviglie è Gaeta, una piccola e antica città affacciata sull’omonimo Golfo nel Mediterraneo, in posizione strategica in prossimità della linea ferroviaria che collega Roma e Napoli. A circa 45 minuti di treno da entrambe le città, è il punto di partenza perfetto per gite da fare in giornata. Non mancano inoltre antiche rovine, vicoli medievali e vecchie chiese che possono tenere occupati i visitatori per intere settimane, senza il traffico di turisti delle città del nord e del sud.

Già i Romani conoscevano e apprezzavano la regione per la sua bellezza e la sua abbondanza di pesci. Si rifugiavano qui ad assaporare la fresca brezza marina durante l’estate, quando il calore della città diventava insopportabile. Costruirono qui grandi ville sulle colline e in riva al mare, i cui resti formano le fondamenta delle moderne ville in cui i cittadini romani ancora oggi si rifugiano in estate.

È detta Riviera di Ulisse, perché gli antichi racconti di Enea e Ulisse la indicano come il luogo in cui questi eroi marinai e le loro truppe trovarono acqua fresca di sorgente – la Fonte Artace – che ancora sgorga lungo le coste dell’estremità sud della città moderna.

Ad est di Gaeta si innalza un’imponente e argentea catena montuosa – i monti Aurunci – ricoperti di ulivi e timo selvatico.

La cucina della zona è leggendaria. I pescatori escono in mare al mattino e ritornano in tempo per il mercato del pesce alle 16, in modo che i clienti possono scegliere tra una selezione sorprendente di pesci e frutti di mare freschi, in tempo per la cena. Per chi non ha voglia di cucinare, sono a disposizione dozzine di ristoranti con specialità di pesce, trattorie e pizzerie sul lungomare o nei pittoreschi vicoli acciottolati e nelle strade secondarie della città. I panettieri producono una varietà di croccanti focacce, pane rustico, e pasticcini, mentre la città offre una scelta infinita di caffè, snack bar e gelaterie. A Gaeta quasi tutti i negozi, i mercati e le attività chiudono dalle 13 fino alle 16:30 - 17. Sono inoltre chiusi il lunedì mattina, ma restano generalmente aperti la sera. I caffè hanno orari di apertura diversi. Molti rimangono aperti dalle 7 del mattino fino a mezzanotte.

Ma il pesce non è la sola specialità della zona. Pochi chilometri più a sud si trovano i pascoli di bufalo indiano il cui latte è usato per la rinomata mozzarella di bufala, che si può comprare fresca nei negozi di alimentari. Le carnose olive scure di Gaeta sono esportate in tutto il mondo.

Anche le spiagge sono da più di due millenni una delle destinazioni preferite dai romani. Vicino a Villa Accetta si trova la spiaggia di Vindicio, lungo la quale, fino a un paio di secoli fa, sorgevano le ville romane, e che ancora oggi è contornata dalle ville appartenenti ai cittadini romani che le hanno costruite sulle antiche fondamenta. Le spiagge private affittano inoltre sdraio e ombrelloni per chi vuole godersi il mare nelle calde giornate estive.

Qualche chilometro più a nord lungo la costa si trova Sperlonga, un piccolo villaggio bianco arroccato su un promontorio che domina il mare. Grazie alle sue strade serpeggianti troppo strette per le automobili, la città ha conservato l’aspetto che aveva secoli orsono, quando la costa era presa d’assalto dai Saraceni. Ogni anno i cittadini ridipingono una scena che mostra un attacco sferrato alla città secoli prima. In direzione sud, visibile dall’alto del villaggio, si trova il sito con i resti del palazzo estivo di Tiberio. Sì, proprio Tiberio Cesare Augusto. La grande, fresca spelonca in cui l’imperatore avrebbe intrattenuto i suoi ospiti è ancora lì, e i visitatori possono percorrere gli stessi passi di Cesare e di grandi oratori come Cicerone. Un museo conserva alcune statue e mosaici ritrovati in quest’area.

Gaeta è in realtà costituita da due città: la città antica su un promontorio circondato da scogliere, e la città nuova sul piatto entroterra. La città antica è coronata dal mausoleo del generale romano Lucius Munatius Plancus, risalente al primo secolo, sulla sommità del Monte Orlando, una torre di marmo circolare che ricorda Castel Sant’Angelo di Roma. Lungo la strada a tornanti che si inerpica serpreggiando fino alla sommità, si può svoltare verso la località conosciuta come Montagna Spaccata, una spettacolare tripla fessura nella roccia che, secondo la leggenda, è stata provocata dal terremoto che ha accompagnato la crocifissione di Gesù, e che è meta di pellegrinaggi religiosi. Proseguendo, si raggiunge una scalinata ai piedi di una delle fenditure. Vale la pena almeno di salire le scale, per ammirare lo spettacolo dell’intenso color turchese dell’acqua che contrasta con la profonda ferita della roccia. Se poi volete anche scendere fino in fondo, tenete presente che la risalita sarà piuttosto faticosa.

Scendendo nuovamente a Gaeta, un’altra svolta lungo la strada vi accompagna nella città antica, la cui storia fin dall’epoca romana ha visto sventolare le bandiere di numerosi ducati e regni, compresi quelli di Sicilia, Napoli, Francia, Spagna, Austria e molti altri. La strada attraversa le mura di pietra del grande castello che ha ospitato gli Angioini e gli Aragonesi, e che per due volte ha protetto i papi durante le sommosse di Roma. Il castello è attualmente una caserma militare, ed è stato usato come prigione con un solo detenuto… un famigerato ufficiale nazista ritenuto colpevole dell’assassinio di molti partigiani italiani durante le ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale. Rimase rinchiuso da solo in questo castello, fino alla sua morte all’inizio degli anni ’80, all'età di più di 90 anni. Il castello è imponente, con grandi mura di pietra. Il cuore della città antica è un susseguirsi di vicoli e gradinate da esplorare, alcuni dei quali portano al mare, mentre altri conducono alla Cattedrale che si innalza a dominare il lungomare. All’estremità del promontorio si trova una scuola nautica, e per questo motivo il lungomare in estate è generalmente accompagnato da una fila ininterrotta di barche a vela e a motore.

Via Indipendenza, uno stretto vicolo pavimentato con pietre nere vulcaniche, corre parallela al lungomare. Graziosi negozi e ristoranti fiancheggiano la strada, mentre le bancarelle offrono i prodotti freschi delle aziende agricole dei dintorni.

Numerose sono le chiese da visitare in città:

la Chiesa dell’Annunziata (1320) che contiene la Grotta d’Oro, una cappella rinascimentale in cui Papa Pio IX formulò le sue teorie sull’infallibilità papale. La Chiesa dell’Annunziata fu ricostruita all’inizio del XVII secolo in stile barocco da Andrea Lazzari. Al suo interno si possono ammirare opere di Luca Giordano, Sebastiano Conca e Giacinto Brandi, oltre al sarcofago di Enrico Caracciolo, notevole esempio di arte gotica. Le pareti della grotta sono decorate con 19 tele di Giovan Filippo Criscuolo (1531) in splendide cornici dorate intagliate in piccoli pilastri. Sull’altare, il dipinto dell’Immacolata opera di Scipione Pulzone.

La Chiesa di San Giovanni a Mare fu edificata nel X secolo nelle vicinanze del mare. La pavimentazione interna è leggermente inclinata per consentire il defluire delle acque nei periodi di alta marea.

La Cattedrale dell’Assunta e Sant'Erasmo è una combinazione di diversi stili architettonici portati dai molto conquistatori della città: gotico, moresco, romanico e barocco. Il campanile della cattedrale, di quasi 57 metri di altezza, è un testamento artistico al riciclaggio. I due leoni di marmo alla base e gran parte del resto dell’edificio sono costituiti da antichi elementi di architettura romana. La Cattedrale fu eretta sopra una chiesa più antica, Santa Maria del Parco, e consacrata da Papa Pasquale II nel 1106. Inizialmente presentava una navata centrale con sei corridoi separati da colonne sormontate da capitelli gotici. Nel 1778 due dei corridoi furono eliminati e le linee gotiche nascoste. Nel XIII secolo sopra i capitelli furono aggiunti archi moreschi. Nel 1663 la cripta fu decorata in stile barocco. L’interno ospita uno stendardo della Battaglia di Lepanto, donato da Papa Pio V a Don Giovanni d’Austria, che lo issò sulla sua nave ammiraglia. L’attrazione principale della chiesa è il candelabro marmoreo del cero pasquale del tardo XIII secolo: in stile romanico, decorato con 48 bassorilievi in 4 file verticali, che raccontano storie della vita di Gesù. Notevoli sono inoltre i dipinti di Giacinto Brandi e Giovanni Filippo Criscuolo. La cattedrale conserva le reliquie di Sant’Erasmo, traslate da Formia.

L’imponente tempio di San Francesco, costruito secondo la leggenda dallo stesso Santo nel 1222, fu in realtà fatto edificare da Federico II, in stile gotico italiano, e contiene dipinti e sculture opera di molti dei più famosi artisti napoletani.

La chiesa parrocchiale di Santa Lucia, dedicata in origine a Santa Maria in Pensulis, fu un tempo una cappella reale. I tratti originalmente romanici e siculo-arabici sono stati cancellati dalla ricostruzione in stile rinascimentale del 1456, e dall’adattamento barocco del 1648.

Personaggi famosi originari di Gaeta:

Sebastiano Conca (1680-1764) Pittore
Giovanni Filippo Criscuolo (1500-1584) Pittore
Cardinale Tommaso Caietano (noto anche come Gaetano; 1468-1534) Cardinale Papa Gelasio II (morto nel 1119)
Maria Pia della Grazia of Bourbon (1849-1882) Principessa delle Due Sicilie
Scipione Pulzone noto anche come Il Gaetano; 1550-1598) Pittore
Giovanni Caboto, scopritore del Canada
Tommaso De Vio Scrittore
Giovanni da Gaeta (1448) Pittore